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Simone Bressan

Concreto, Giovane, Nuovo

La parte per il tutto: ecco perchè abbiamo perso

Scendesse un alieno sulla Terra e vedesse Udine oggi ti chiederebbe “Perchè?”. Già, per quale assurda ragione il centrodestra ha perso a Udine? C’era tutto per vincere: candidato, trend nazionale, un sindaco uscente che aveva combinato disastri negli ultimi mesi di mandato e un competitor che si poneva in perfetta continuità con l’amministrazione che si stava congendando.

Eppure è successo. Misteri di una città capace di votare a destra per le politiche, a sinistra per la Regione, a destra per la Provincia,di nuovo a sinistra per il Comune; in una sorta di schizofrenia collettiva che fa capire perchè qui il voto disgiunto va tanto di moda.

Analisi statistiche a parte, però, quel che resta è la sensazione di un’occasione buttata al vento, di un patrimonio dilapidato (come dice giustamente Francesco), dell’ennesimo treno perso per pochi minuti. Dare le colpe agli altri, specialmente a mezzo stampa, sembra essere sport nazionale da queste parti. Ma noi, modestamente, crediamo di essere in grado di fare un minimo di autocritica.

Abbiamo pensato di poter vincere la città parlando alle cosiddette categorie, a quelle che influenti spin doctors locali chiamano “i mondi”. Come se ci fosse ancora il muro di Berlino, come se gli operai votassero tutti a sinistra, gli artigiani a destra, i commercianti al centro e gli altri a caso. Non è più così.
La “Udine Moderata” evocata in una recente intervista da un presitigoso esponente del centrodestra locale non va ricercata tra questa o quella categoria, piuttosto che tra i professionisti, piuttosto ancora che nel mondo confindustriale. No, la Udine Moderata è quella delle commesse che pagano 150 € al mese di parcheggio per andare a lavorare, quella dei tanti impiegati che devono partire da casa un’ora prima per lasciare la macchina in uno stallo gratuito, quella degli anziani senza un’assistenza domiciliare adeguata, quella delle mamme che non possono portare i bimbi al parco perchè non si sentono sicure. A quella Udine dovevamo parlare, a quella Udine dovremo parlare in futuro.

Non ci siamo riusciti, credendo che bastasse parlare alle associazioni, ai vertici delle categorie, ai rappresentanti di alcuni blocchi sociali per avere i loro voti, il loro appoggio e la loro adesione al progetto. Così non è stato, prendiamone atto.

Abbiamo, una prima volta, confuso la parte con il tutto. Abbiamo parlato ai vertici credendo di ottenere l’appoggio della base.

Poi, una seconda volta, abbiamo commesso un identico errore. Ci siamo concentrati a dividere Udine in quartieri, in compartimenti stagni e abbiamo dato messaggi diversi a seconda dell’interlocutore che avevamo davanti. Niente di più sbagliato perchè non ne è uscito un messaggio unitario e, cosa più importante, non siamo riusciti a trasmettere un’idea di città.

Honsell ha parlato di una “Udine dell’Innovazione”; una Udine che, forse, non esiste nemmeno. Ma era una idea di città, sbagliata o no che fosse, era comunque un’idea.

La nostra idea di città, invece, è rimasta chiusa in un cassetto. E come tutti i sogni nel cassetto, difficilmente si avvererà.

Abbiamo perso

Inutile nascondersi per l’ennesima volta dietro a un dito, sciocco subappaltare le colpe ad altri. Il destino, il trend nazionale, il candidato sbagliato questa volta non c’entrano un fico secco. Abbiamo perso noi e hanno vinto loro.

Se qualcuno partiva con un leggero vantaggio in questo ballottaggio post election day, quello era il centrodestra. Il vento in poppa e l’onda azzurra di Berlusconi avrebbero dovuto travolgere la nave di Furio Honsell e far approdare verso lidi sicuri il veliero di Enzo Cainero. Così non è stato ed è doverosa una riflessione.

Perchè il candidato che abbiamo schierato era il migliore dei candidati possibili e perchè quel che ha detto in campagna elettorale era quello che noi tutti pensavamo da tempo. La città disegnata da Cainero era la “Grande Udine” che abbiamo sognato a lungo negli anni del declino cecottiano. E nonostante ciò, il messaggio non è passato.

Udine sceglie un altro Professore, questa volta un Rettore. E’ una città che avrebbe avuto bisogno di un manager e di un’iniezione di pragmatismo, invece ha deciso diversamente.  Onore al vincitore, quindi, che meglio di tutti noi ha saputo “leggere” tra le righe di un elettorato strano ed estremamente maturo come solo quello udinese sa essere.

E in bocca al lupo alla squadra di governo che amminstrerà la città. Di destra o di sinistra, quello che abbiamo a cuore, è il futuro della Capitale del Friuli.

Tutti al Tomadini

Stasera tutti al Tomadini, ore 18.30: l’ultimo grande sforzo per Cainero Sindaco.

Interverranno: Renzo Tondo, Presidente Friuli Venezia Giulia; Pietro Fontanini, Presidente Provincia di Udine e Franco Frattini, deputato eletto in Friuli.

Vi aspettiamo.

Una Udine un po’ più Londra

C’è stato un signore un giorno che ha detto che vuole trasformare Udine seguendo il “modello Parigi”. Nessuno sa cosa intendesse dire con questo. Forse voleva informarci della prossima costruzione di una Torre Eiffel in Piazza Primo Maggio o semplicemente voleva avvisarci che le nostre periferie (che lui chiama tutte indistintamente “borghi”) si trasformeranno in breve in gigantesce banlieu.

Ma lasciamo stare le manie di grandeur di alcuni, che qui ci stanno antipatici sia gli alcuni che le grandeur.

Enzo Cainero si candida a Sindaco con uno slogan preciso “Per una Grande Udine”. E chi conosce bene la storia di questa città sa che stiamo parlando di qualcosa di decisamente evocativo.

Ma c’è di più. Oltrepassando la Manica e guardando Londra, ti accorgi che il candidato del centrodestra di lassù, Boris Johnson, si presenta con uno slogan del tutto particolare: “For a Greater London”.

Un motivo in più per votare Enzo Cainero al ballottaggio di domenica prossima. For a Greater Udine e per una Grande Londra.

Soltanto Grazie

131 voti di preferenza sono un pò meno di quello che mi aspettavo e un pò di più di quello che serviva. Se Cainero vincerà il ballottaggio (e lo vincerà) entrerò nel prossimo consiglio comunale di Udine. E sarà un onore davvero grandissimo.

Grazie a tutti, quindi. Per quello che avete fatto, per la mano (piccola o grande) che mi avete dato, per i messaggi, le telefonate, le mail.

Se ce la faremo, spero proprio di non deludervi.

Una sola cosa, l’ultima: VOTATEMI

Udine, scheda arancione. Barrare il simbolo “Popolo della Libertà” e scrivere BRESSAN.

Grazie davvero a tutti dell’affetto che mi avete dimostrato.

In assoluta sincerità

 

Nella mia coalizione a molti non piace. Io invece trovo che Far East Festival sia cosa buona e giusta.

Perchè in Politica

 

La domanda più frequente che mi fanno in questi giorni è “Perchè?”. Perchè un giovane di sceglie di candidarsi e di provarci? Perchè rischiare di bruciarsi così presto in una competizione sulle preferenze con i mostri sacri dei partiti?

Perchè, in fondo, ognuno di noi sogna una Politica, una città, un paese diverso. E non conosco altro modo di cambiare le cose che non sia quello di impegnarsi.

Sarebbe facile, troppo facile, raccontarvi quello che a Udine non va, quello che la Giunta di centrosinistra non ha fatto o quello che di sbagliato è riuscita a fare. Ma sarebbe un esercizio inutile, pura e semplice accademia.

Ho scelto di fare Politica perchè vorrei parlare, per una volta, di futuro e non di passato, di opportunità da cogliere e non di occasioni perse. Non vi dirò quello che non va in questa città, vi dirò quello che vorrei far andare. Perchè non esiste una Udine di centrodestra e una Udine di centrosinistra come vorrebbero farci credere. Esiste una Udine che, per cause legate non solo all’amministrazione uscente, sta vivendo una fase di declino e che chiede un Sindaco capace di guidare il rilancio.

Enzo Cainero è, per quanto mi riguarda, quel tipo di Sindaco: manager esperto, organizzatore capace e uomo volitivo. Attorno a lui occorrerà costruire una squadra di Giunta e di Consiglio capace di essere innovativa nelle proposte, coraggiosa nelle scelte e conscia del ruolo che hanno la Giunta e il Consiglio Comunale di una città importante come Udine.

Ecco, è per questo che mi candido.

Fuarce Udin

Eccolo qui il santino in Friulano, richiamato anche sul Gazzettino di qualche giorno fa.

Endorsements/5

Anche lui, il Friulanista. Questa volta è un endorsement bipartisan.

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